Gli obiettivi

Scopo di questa mostra è quello di presentare i risultati della ricerca archeologica e le scoperte relative all’età romana effettuate in una particolare valle centro-adriatica, quella del fiume Potenza nelle Marche.

La prospezione intensiva iniziata già dal 2000 per iniziativa del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Gent ha portato alla luce una impressionante quantità di dati che chiariscono l’impatto della romanizzazione sui paesaggi della valle potentina.

Un gran numero di nuove informazioni riguardanti l’urbanistica delle città romane dislocate lungo questo importante corridoio di comunicazione tra gli Appennini ed il mare Adriatico e molte nuove scoperte relative alla consistenza dell’insediamento rurale e alle infrastrutture territoriali (strade, divisioni agrarie, aree cimiteriali…) arricchiscono la precedente carta archeologica redatta sulla base delle ricerche condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, dell’Università di Macerata, di altre istituzioni e singoli ricercatori.

La mostra intende porre l’accento sulle trasformazioni apportate dall’uomo al paesaggio marchigiano nell’antichità e presentare lo stato degli studi su quelle che furono le manifestazioni dell’interazione culturale tra Romani, Piceni e le altre popolazioni che ebbero  questa area. In particolare, si illustreranno le applicazioni di sistemi di indagine non invasivi recentemente messi a punto (come la aereofotografia, le prospezioni geofisiche, le indagini geomorfologiche), per spiegare quali siano i progressi della ricerca archeologica e quali siano le potenzialità da esse apportate alla valorizzazione e alla promozione di paesaggi culturali, evidenze e complessi archeologici.

Le nuove acquisizioni ottenute con tali metodi innovativi sono integrate con quanto individuato grazie a sistemi d’indagine tradizionali, ovvero lo scavo, l’analisi dei monumenti, la ricerca epigrafica, l’analisi storico-artistica condotta sui complessi monumentali meglio preservati della valle, nonchè lo studio della statuaria, della decorazione architettonica, ma anche degli oggetti d’uso comune.

L’insieme di queste evidenze archeologiche d’età romana concorrono a dipingere un quadro ricco e dettagliato del carattere e dell’evoluzione tipica di questa valle delle Marche nel corso della dominazione romana tra il 300 a. C. e il 600 d.C.

Una particolare attenzione si trova sulla città costiera di Potentia, una colonia romana la cui fondazione all’inizio del 2 ° secolo a.C. e la posizione all’incrocio tra il corridoio della valle e le collegamenti marittimi era essentiale per la formazione di questo paesaggio antico romano.